Categoria: Politica e impatto sociale

Alluvioni, frane e altri disastri ambientali:  la responsabilità della comunicazione nella prevenzione

in questo articolo vedremo come una comunicazione efficace e strutturata sia centrale nella prevenzione dai disastri idrogeologici.

La Comunicazione è anche responsabilità

Osvobozhdeniye, voyna. Liberazione, guerra. 

Questa mattina il The Guardian parlava di guerra narrativa, e anche il Sole 24 Ore faceva notare quando il consenso sociale sia importante per attuare alcune politiche, altrimenti discutibili. 

La narrativa è la storia con la quale si vogliono raccontare i fatti. La narrativa è un setaccio che seleziona solo alcune motivazioni, le motivazioni più socialmente accettate; seleziona solo alcune finalità, le finalità più virtuose; seleziona solo alcuni fatti e addirittura seleziona solo alcune parole, le parole coerenti con la narrativa che si sta costruendo.

La narrativa è uno strumento potentissimo perché con la giusta narrativa si può arrivare a giustificare l’ingiustificabile. Lo abbiamo visto molte volte nella storia e lo vediamo ancora oggi. 

Una guerra di narrativa produce divisione quando invece ci vorrebbe unione, produce schieramenti quando invece ci vorrebbe dialogo e mediazione. “Da che parte stai? “a quale narrativa credi?” ” Questa è la divisione sociale che producono le guerre narrative. 

Stiamo parlando di propaganda, cose da politici e si potrebbe sembrare che la cosa non ci tocchi più di tanto. Invece ci tocca eccome. Primo perché siamo cittadini europei anche noi, secondo perché i conflitti narrativi esistono su numerosissimi argomenti, alcuni che ci toccano in primissima persona, e terzo perché anche noi portiamo avanti una propria narrativa, più o meno consapevolmente. Lo facciamo ad esempio in modo istintivo nelle relazioni, quando siamo portati a mettere in luce soltanto i nostri lati migliori, e lo facciamo in modo strutturato con la narrativa della nostra impresa e con la narrativa dei nostri prodotti e servizi.
Ogni giorno anche noi portiamo avanti delle narrative, e la narrativa è uno strumento molto potente.


Forse non possiamo avere grande impatto sulle narrative politiche e geopolitiche, possiamo al massimo analizzarle. Ma, sulle narrative che portiamo avanti noi in prima persona possiamo invece fare molto di più. 

Avere una narrativa strutturata è importantissimo, il marketing ce lo insegna ogni giorno, tuttavia i fatti che stanno avvenendo e le conseguenti guerre comunicative in atto ci riportano anche una ulteriore riflessione: la comunicazione è anche responsabilità. 

Chi di noi investe sulla propria formazione comunicativa, possiede strumenti potenti e ogni giorno può scegliere se usare questi strumenti in modo etico, o in modo non etico. 

La scelta sta in noi – ma – in quale mondo vogliamo vivere?

Forza, etica e coraggio, sempre.
Ivo. 

Cambiare un paese

Ho riflettuto a lungo sul valore e la forza che può avere un cittadino, ancora oggi mi interrogo su molti fatti, mi sorprendo, mi emoziono e talvolta mi arrabbio. Così questa mattina ho deciso di scrivere questo pensiero, non certo per cambiare un paese, forse per cambiare un idea, o forse solo perché il sole è ancora basso..

Siamo noi i cittadini, viviamo in un paese meraviglioso, visitato ogni giorno da migliaia di persone da tutto il mondo,  dove la buona cucina e la convivialità non mancano mai. A volte siamo arrabbiati  perché molti servizi non funzionano al meglio, a volte ci sentiamo presi in giro, a volte sospiriamo “eh l’Italia”. Lo so perché sono ottimista e propositivo, ma anche io nella mia quotidianità ho avuto numerose occasioni per sospirare.

L’idea di cambiare un paese come l’Italia, ci può sembrare strana, impossibile, probabilmente così impossibile da farci sorridere. Questo paese nelle sue contraddizioni a volte ci fa credere di essere irrecuperabile.

E quindi? 

Per fortuna esiste un’altra caratteristica dell’essere umano che lo accompagna sempre: la speranza. Esistono persone, magari ingenue, che ancora oggi mettono il loro impegno in ideali, piccoli e grandi. Si rafforzano di chi li accoglie, li sorride e li incoraggia. Questo lo possiamo fare: porgli domande quando parlano, ascoltarle, perdere un po’ di tempo con loro, rispettarle, rispettare il loro lato umano di speranza. Sarebbe tempo davvero perso?  

Troppo spesso questa società ci da prova che i cambiamenti sono difficili e impegnativi. Possiamo crederci, diventare chiusi e diffidenti. Ma in fondo anche noi abbiamo qualcosa che vorremmo cambiare, non è vero? Quindi perché a volte guardiamo queste persone come si guardano i bambini quando espongono i loro sogni? Forse se non riusciamo ad avere un po’ di fiducia nel cambiamento di questo paese, non è il paese ad avere un problema, il problema lo abbiamo noi. Quando proviamo rabbia, delusione e sfiducia non cerchiamo di trasmetterla, correremmo il rischio di riuscirci. Le persone che ogni giorno si impegnano per un cambiamento sociale positivo possono essere un bene per tutti noi, per intenderci un sorriso quantomeno.

Ti confido in cosa credo io: credo nel cambiamento delle persone. Impossibile? Forse, sicuramente difficile. Possiamo ogni giorno scegliere se aderire alle idee altrui, o partecipare con le nostre proprie idee. Tu in cosa credi? 

Quante volte abbiamo dato la responsabilità ad altri di trovare delle soluzioni? Anche nelle piccole cose. Ma magari abbiamo anche noi delle proposte, no? Allora mettiamoci in gioco, condividiamo le nostre idee, Troviamo qualcuno che ci ascolti e facciamoci ascoltare.

Come potrebbe essere questo paese se tutte le persone si trasmettessero vicendevolmente fiducia, energia e forza?  Se tutte le persone con buone idee fossero sostenute invece che scoraggiate? Sei mai stato incoraggiato in qualcosa? Ricordi quanto sia stato bello e potenziante? Quanta energia hai ricevuto? Questo è un contributo che possiamo dare sempre, indipendentemente dai nostri progetti, dai nostri lavori, dalle nostre idee. Forse non possiamo partecipare in modo attivo a qualche cambiamento sociale specifico, non è sempre possibile, ma questa cosa possiamo farla: diffondere energie e ottimismo.

Cosa dici, può valerne la pena?
Forza, etica e coraggio, sempre. 

Ivo.

Tecnica della citazione dannosa: manipolazione emotiva e distorsione della verità nella comunicazione politica

Analizziamo una tecnica di comunicazione manipolativa: la citazione dannosa. Una tecnica ampiamente usata nei dibattiti politici per influenzare l’opinione pubblica e mettere in difficoltà l’avversario